Fotocamera per pacchetti di sigarette del KGB: spionaggio della guerra fredda in tasca

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Il mondo dello spionaggio non riguarda i gadget dei film di spionaggio. Si tratta di mimetizzarsi. Il KGB, come altre agenzie di intelligence, lo ha capito: gli strumenti migliori sono spesso i più comuni. Un esempio è una telecamera sovietica modificata per un pacchetto di sigarette, recentemente esaminata dall’appassionato di fotografia Joakim Algrøy, che dimostra quanto facilmente la sorveglianza possa essere nascosta in bella vista.

Lo strumento discreto del KGB

Durante la Guerra Fredda, il KGB utilizzava telecamere personalizzate nascoste all’interno di oggetti di uso quotidiano. Uno di questi dispositivi era un Kiev Vega 2, originariamente modellato sul Western Minolta-16, adattato per adattarsi a un pacchetto di sigarette vuoto. Questa fotocamera utilizzava una pellicola da 16 mm e includeva controlli di base come apertura e velocità dell’otturatore, ma in particolare mancava un mirino. Questa scelta progettuale ha assicurato che l’utente non attirasse l’attenzione tenendo la confezione davanti agli occhi.

La versione del KGB andò oltre: le dimensioni della fotocamera furono ridotte per adattarsi perfettamente all’interno di una confezione standard, anche con nastro metallico che imitava il rivestimento in alluminio. Un piccolo riquadro tagliato nella scatola fungeva da apertura dell’obiettivo, consentendo foto discrete pur mantenendo l’illusione di un normale pacchetto di sigarette.

Limitazioni pratiche

Algrøy ha testato la fotocamera durante una passeggiata vicino all’ambasciata svedese a Oslo, trovandola frustrantemente difficile da usare. Il design della scatola rendeva impossibile la messa a fuoco, con il risultato di scatti sfocati o mancati circa la metà delle volte. Nonostante ciò, la fotocamera produceva comunque immagini visivamente sorprendenti, suggerendo che con la pratica gli agenti sovietici avrebbero potuto raccogliere informazioni utili.

Perché è importante

Questo dispositivo apparentemente semplice evidenzia un principio fondamentale dello spionaggio: una sorveglianza efficace si basa sulla discrezione, non su una tecnologia avanzata. La telecamera del pacchetto di sigarette del KGB non era una questione di innovazione, ma di praticità. Ha preso un design esistente e lo ha adattato per adattarsi perfettamente alla vita quotidiana.

Il dispositivo mostra anche fino a che punto si sono spinte le agenzie di intelligence per garantire la sicurezza operativa. Anche i dettagli apparentemente minori, come la mancanza di un mirino, dimostrano l’attenzione rivolta ad evitare il rilevamento piuttosto che alla comodità dell’utente.

In un mondo di sorveglianza sempre più sofisticata, la telecamera del pacchetto di sigarette del KGB ci ricorda che gli strumenti più efficaci sono spesso quelli che trascuriamo.

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