La popolazione critica di orche rischia l’estinzione a causa delle difficoltà della ricerca

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La popolazione di orche assassine residente nel sud, un gruppo di orche unico e culturalmente distinto nel Pacifico nord-occidentale, sta scivolando verso l’estinzione a causa di una combinazione di sfruttamento storico, continuo degrado dell’habitat e interferenza politica con gli sforzi di conservazione. Questa comunità, un tempo fiorente, si è ridotta a soli 74 individui, sollevando serie preoccupazioni sulla loro sopravvivenza a lungo termine.

Trauma storico e minacce moderne

Per generazioni, queste orche hanno dovuto affrontare pressioni incessanti. Tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ’70, dozzine furono catturate dal Mare Salish per spettacoli di acquari, decimando la popolazione. Sebbene questa pratica sia in gran parte cessata, le ferite rimangono. Oggi, le minacce principali sono tre: l’aumento del rumore delle navi, l’inquinamento chimico e un grave declino della loro fonte alimentare primaria, il salmone Chinook.

Il Salish Sea, una via d’acqua vitale tra Seattle e Vancouver, è diventata una delle rotte marittime più trafficate del Nord America. Il rumore costante delle barche interferisce con la capacità delle orche di cacciare e comunicare. Allo stesso tempo, i deflussi industriali e agricoli contaminano l’acqua, avvelenando la catena alimentare. L’aspetto più critico è che le popolazioni di salmone Chinook sono crollate a causa della costruzione di dighe, della pesca eccessiva e dell’inquinamento, lasciando le orche con prede insufficienti.

Cultura unica a rischio

Ciò che distingue i residenti del sud è la loro cultura distinta. A differenza di altri gruppi di orche, non si incrociano con le popolazioni vicine, mantenendo una lingua, tecniche di caccia e costumi sociali unici. Questo isolamento li rende particolarmente vulnerabili; non c’è alcun afflusso genetico per sostenere il loro numero in diminuzione.

Ricerca sotto attacco

In aggiunta alla crisi, la ricerca scientifica volta a comprendere e proteggere queste balene si trova ad affrontare ostacoli senza precedenti. I ricercatori riferiscono che le richieste di finanziamento vengono restituite senza essere aperte, i budget sono incerti e il personale chiave se ne va a causa di interferenze politiche. Un coordinatore di lunga data del recupero è addirittura andato in pensione anticipatamente, citando il caos e la mancanza di sostegno al lavoro di conservazione.

I tagli proposti dall’attuale amministrazione alla NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) minacciano di smantellare decenni di progressi. Gli esperti temono che senza finanziamenti sostenuti e volontà politica, le orche residenti nel sud potrebbero scomparire nel giro di una generazione.

Il destino di queste orche è un duro avvertimento sulle conseguenze di un’espansione industriale incontrollata e di una negligenza politica. La loro storia sottolinea l’urgente necessità di strategie di conservazione globali, tra cui la riduzione del rumore, il controllo dell’inquinamento, il ripristino dell’habitat dei salmoni e finanziamenti stabili per la ricerca critica. L’estinzione di questa popolazione unica sarebbe una perdita devastante per la biodiversità marina e una testimonianza del fallimento dell’umanità nel proteggere il mondo naturale.

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