Per secoli, dall’antica Roma all’era moderna, l’esposizione al piombo ha rappresentato una minaccia silenziosa per la salute umana. Ora, un nuovo studio che utilizza campioni di capelli umani conferma quanto drasticamente le normative ambientali abbiano ridotto l’avvelenamento da piombo negli Stati Uniti. Ricercatori dell’Università dello Utah e del National Institutes of Health hanno scoperto che oggi gli americani ingeriscono fino a 100 volte meno piombo rispetto ai loro antenati prima che l’Environmental Protection Agency (EPA) fosse istituita nel 1970. Questa non è solo una nota storica; è un chiaro esempio del perché la supervisione industriale è importante.
La lunga storia dell’avvelenamento da piombo
Il piombo è una neurotossina naturale che danneggia la salute umana da oltre due milioni di anni. Anche bassi livelli di esposizione possono causare gravi danni, inclusi danni cerebrali, problemi comportamentali, insufficienza d’organo e indebolimento del sistema immunitario. Storicamente, il piombo era comune nelle pentole, negli impianti idraulici e, successivamente, nella benzina e nelle vernici. Gli effetti cumulativi sono stati devastanti, in particolare per i bambini e i neonati i cui corpi in via di sviluppo sono più vulnerabili.
Il punto di svolta: i regolamenti EPA
Gli anni ’70 segnarono una svolta. Prove crescenti e pressioni pubbliche hanno costretto l’EPA a imporre limiti rigorosi all’utilizzo del piombo. Nel 1978, il veleno fu gradualmente eliminato dai prodotti di uso quotidiano come vernici, tubi e benzina. Sebbene la contaminazione da piombo rimanga un problema, la riduzione complessiva è innegabile. Il nuovo studio lo dimostra con i dati.
I capelli come documento storico
Per misurare il calo dell’esposizione al piombo, i ricercatori hanno utilizzato la spettrometria di massa per analizzare campioni di capelli umani risalenti al 1916. I capelli trattengono il piombo sulla loro superficie, rendendolo un biomateriale affidabile per studi a lungo termine. Il team ha reclutato volontari dallo Utah settentrionale, una regione con una storia di inquinamento industriale e vasti documenti genealogici. Confrontando campioni di epoche diverse, hanno scoperto cambiamenti allarmanti.
Drastico calo dei livelli di piombo
Prima della chiusura degli impianti di fusione e dell’entrata in vigore delle normative EPA, i residenti dello Utah ingerivano circa 100 volte più piombo di quanto ne consumano oggi. Il calo più significativo è coinciso con la rimozione del piombo dalla benzina, che in precedenza rilasciava circa due libbre di piombo per persona all’anno. I campioni di capelli degli anni ’70 hanno mostrato livelli fino a 100 parti per milione (ppm), mentre i campioni di oggi hanno una media di solo 1 ppm.
Un avvertimento per il futuro
I risultati dello studio servono come ammonimento. La recente revoca dei poteri normativi dell’EPA sotto l’amministrazione Trump solleva preoccupazioni tra scienziati e ambientalisti. I dati lo chiariscono: un controllo ecologico sensato non è solo formalità burocratica; è una questione di salute pubblica. Come ha affermato Thure Cerling, uno degli autori dello studio, “A volte sembrano onerosi… Ma hanno avuto effetti davvero, davvero positivi”.
Le prove sono inequivocabili: forti normative ambientali salvano vite umane. Ignorare questa lezione rischia di ripetere gli errori del passato.

















