Gli esseri umani condividono preferenze sonore animalesche: lo studio lo conferma

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Gli esseri umani, nonostante la loro complessità, mostrano preferenze sorprendentemente coerenti per i suoni animali simili a quelli degli animali stessi. Un nuovo studio pubblicato su Science rivela un’ampia sovrapposizione nei gusti acustici tra gli esseri umani e altre specie, suggerendo radici evolutive condivise nella percezione sensoriale.

Il fascino istintivo dei versi degli animali

La ricerca, condotta da scienziati dello Smithsonian Tropical Research Institute (STRI) e dell’Università di Yale, conferma che gli esseri umani sono attratti dai suoni preferiti dagli animali durante l’accoppiamento o la comunicazione. Non si tratta di un apprezzamento consapevole; piuttosto, è una preferenza profondamente radicata, probabilmente cablata attraverso la biologia evolutiva condivisa.

Come ha funzionato lo studio

I ricercatori hanno utilizzato un gioco per computer online per testare oltre 4.000 partecipanti da tutto il mondo. Hanno presentato coppie di suoni di animali di 16 specie – tra cui grilli, rane e uccelli – e hanno chiesto agli esseri umani di scegliere il loro preferito. La chiave era che questi suoni provenivano da animali già noti per mostrare forti preferenze per un suono rispetto a un altro. I risultati sono stati chiari: più forte è la preferenza di un animale, più è probabile che un essere umano scelga quello stesso suono come suo preferito.

Risultati principali: il tono e la complessità contano

Lo studio ha scoperto che sia gli esseri umani che gli animali preferiscono i suoni più bassi con abbellimenti acustici come trilli, clic e mandrini. Ciò è particolarmente evidente nei canti degli uccelli e nei richiami delle rane, dove la complessità spesso segnala un compagno più sano e desiderabile. La preferenza non è casuale; gli esseri umani selezionavano costantemente il suono “migliore” più velocemente, rispecchiando il comportamento degli animali.

Perché è importante: sistemi sensoriali condivisi

La sovrapposizione delle preferenze suggerisce che gli esseri umani non si sono evoluti oltre i loro istinti animali in alcuni modi fondamentali. Come osservò Darwin, gli animali sembrano avere un “gusto per il bello” che si allinea al nostro. Non si tratta solo di attrazione; si tratta di sistemi sensoriali condivisi modellati da milioni di anni di evoluzione. Il fatto che gli esseri umani rispondano istintivamente ai segnali degli animali evidenzia le profonde connessioni tra tutte le forme di vita.

“Mostriamo che l’osservazione di Darwin sembra essere vera in senso generale, probabilmente a causa delle numerose proprietà del sistema sensoriale che condividiamo con altri animali.” – Michael J. Ryan, scienziato dello staff STRI.

Questo studio rafforza l’idea che gli esseri umani non sono separati dal regno animale ma sono profondamente radicati al suo interno. Le nostre preferenze, anche quelle che percepiamo come sofisticate, spesso riecheggiano le stesse pulsioni biologiche che governano altre specie.

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