Le forti amicizie rallentano l’invecchiamento dei delfini, lo dimostra un nuovo studio

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I delfini con legami sociali robusti e duraturi mostrano un invecchiamento biologico più lento rispetto alle loro controparti più solitarie, secondo una ricerca innovativa pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences. Lo studio, che ha monitorato i delfini tursiopi maschi a Shark Bay, in Australia, per oltre quattro decenni, rivela che la qualità, non solo la quantità, delle connessioni sociali ha un impatto significativo sul processo di invecchiamento di un individuo. Questa scoperta non solo fa luce sull’intricata vita sociale di questi mammiferi marini, ma suggerisce anche un legame universale tra benessere sociale e longevità tra le specie, compreso l’uomo.

Il potere delle alleanze dei delfini

I delfini tursiopi di Shark Bay sono noti per le loro complesse strutture sociali. A differenza delle conoscenze casuali, i delfini maschi di questa popolazione formano alleanze strette che possono durare tutta la vita. Queste coalizioni si impegnano in comportamenti sincronizzati come viaggiare, cercare cibo, accoppiarsi e riposare insieme. Il nuovo studio suggerisce che questi forti legami non servono solo per la cooperazione; sono fondamentali per mantenere la giovinezza.

Misurazione dell’età biologica nei delfini

I ricercatori hanno analizzato campioni di pelle di 38 delfini maschi con date di nascita note per misurare la loro età biologica utilizzando orologi epigenetici. Questi strumenti esaminano i modelli di metilazione del DNA – modifiche chimiche che influenzano l’espressione genetica – per stimare la velocità con cui un animale sta invecchiando. Calibrando questi orologi specificatamente per la popolazione di Shark Bay, il team ha ottenuto stime di invecchiamento estremamente accurate.

I risultati sono stati sorprendenti: i delfini con partenariati sociali più forti hanno mostrato costantemente età biologiche inferiori rispetto a quelli con legami più deboli. Ciò suggerisce che i benefici della compagnia si estendono oltre il benessere emotivo e hanno un impatto diretto sulla salute fisiologica.

Stress, ossitocina e invecchiamento

I ricercatori attribuiscono questo fenomeno all’interazione tra gli ormoni dello stress e il sostegno sociale. L’isolamento sociale prolungato innesca il rilascio di cortisolo, accelerando l’invecchiamento in molti animali, compreso l’uomo. Al contrario, forti legami sociali sono legati alla produzione di ossitocina, un ormone associato al legame, alla fiducia e alla riduzione dello stress.

“L’invecchiamento è un processo complesso che include danni al DNA… non si tratta solo dei mitocondri che lavorano più velocemente o si esauriscono”, spiega l’autrice principale dello studio Livia Gerber. Ciò sottolinea che l’invecchiamento non è semplicemente una questione di decadimento cellulare, ma anche di influenze ormonali e sociali.

Qualità rispetto alla quantità: perché le relazioni contano

È importante sottolineare che lo studio ha rilevato che la qualità della relazione prevale sulla semplice dimensione del gruppo. Circoli sociali ampi e impersonali non fornivano gli stessi benefici anti-invecchiamento delle alleanze affiatate e di sostegno. Ciò suggerisce che legami profondi e reciproci sono fondamentali per mitigare lo stress e promuovere la longevità.

Le implicazioni sono di vasta portata. Come osserva Ashley Barratclough, veterinaria di medicina conservativa, “Migliorare la nostra comprensione di questi meccanismi potrebbe aiutare la conservazione di queste specie”. Riconoscendo il ruolo vitale delle connessioni sociali nella salute dei delfini, gli sforzi di conservazione possono dare priorità al mantenimento delle condizioni che favoriscono forti legami.

In sostanza, lo studio conferma che, come gli esseri umani, i delfini prosperano quando si sentono connessi e supportati. Ciò sottolinea il profondo impatto del benessere sociale sull’invecchiamento, rafforzando l’idea che le relazioni forti non sono solo piacevoli; sono essenziali per una vita più lunga e più sana.

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