Un metal detector di Victoria, in Australia, ha recentemente portato alla luce un 100 Mon Tenpō Tsūhō straordinariamente conservato, una moneta giapponese risalente al 1800. La scoperta mette in luce un aspetto poco conosciuto della storia dell’Australia: l’afflusso di migranti non europei durante l’era della corsa all’oro.
La corsa all’oro australiana: più che semplici europei
La corsa all’oro australiana, iniziata nel 1851, rimodellò radicalmente il paese. Quello che viene spesso ricordato come un fenomeno europeo in realtà ha attirato cercatori di fortuna da tutto il mondo, compreso il Giappone. La popolazione è passata da circa 430.000 a oltre 1,7 milioni in soli due decenni.
Questa rapida crescita non si è limitata agli immigrati europei; includeva persone provenienti dall’Asia e oltre che cercavano le proprie quote nei giacimenti auriferi. I giapponesi erano tra questi, e spesso utilizzavano monete Tenpō Tsūhō di basso valore per le transazioni quotidiane.
La moneta stessa: una finestra sulla storia
Le monete Tenpō Tsūhō furono coniate dal governo Tokugawa nel 1835 e circolarono per quarant’anni fino all’introduzione dello yen durante la Restaurazione Meiji. Oggi queste monete sono ricercate dai collezionisti e in Giappone a volte vengono vendute come portafortuna.
È interessante notare che il design della moneta mostra una chiara influenza dei sistemi monetari cinesi, riflettendo il più ampio scambio culturale dell’epoca. I caratteri sulla moneta si traducono in “Tenpō” (l’era del governo) e “Tsūhō” (più o meno “tesoro circolante”).
Perché è importante
Questa scoperta ci ricorda che la storia dell’Australia è più diversificata di quanto spesso rappresentato. La corsa all’oro non è stata solo una storia europea, ma un fenomeno globale che ha portato sulle sue coste persone da molte nazioni. La moneta serve come ricordo tangibile di quel capitolo trascurato.
La scoperta sottolinea l’impatto globale più ampio della corsa all’oro australiana e delle diverse comunità che hanno modellato il primo sviluppo del paese.

















