L’accoppiamento dei polpi è un processo straordinario guidato da un insolito meccanismo sensoriale. I polpi maschi non hanno un pene tradizionale, ma utilizzano invece un braccio specializzato per l’accoppiamento chiamato ectocotilo per fornire lo sperma. Questo braccio non si limita a brancolare alla cieca; ricerche recenti confermano che rileva attivamente gli ormoni sessuali femminili per individuare le ovaie per la fecondazione.
Il ruolo dei recettori chemiotattili
L’ectocotilo, come tutti i bracci del polpo, è ricoperto di ventose dotate di recettori chemiotattili. Questi recettori consentono al polpo di “assaggiare” attraverso il tatto, ma la funzione del braccio di accoppiamento è unica. A differenza di altre armi utilizzate per la caccia o l’esplorazione, l’ectocotilo sembra dedito alla riproduzione, tenendosi vicino al corpo quando non viene utilizzato.
I ricercatori dell’Università di Harvard lo hanno dimostrato attraverso l’osservazione di laboratorio. I polpi, anche se separati da una barriera con piccoli fori, erano in grado di accoppiarsi efficacemente. I maschi attraversavano il divisore e depositavano con successo lo sperma, anche nell’oscurità più totale. Ciò ha dimostrato che i segnali visivi non erano essenziali; i segnali chimici erano la chiave.
Come gli ormoni guidano la consegna dello sperma
La chiave sta nel progesterone, un ormone sessuale rilasciato dall’ovidotto del polpo femmina. I recettori dell’ectocotilo sono specificamente sintonizzati per rilevare questo ormone. Gli esperimenti hanno dimostrato che quando i ricercatori introducevano diverse sostanze chimiche attraverso i fori nel divisore del serbatoio, i maschi venivano immediatamente attratti dal progesterone.
Ciò è significativo perché l’ectocotilo percepisce l’ormone e rilascia lo sperma, garantendo un posizionamento preciso. La maggior parte degli animali separa queste funzioni, ma i polpi le hanno integrate in un unico organo.
Implicazioni per l’isolamento e l’evoluzione delle specie
Questo accoppiamento guidato chimicamente potrebbe svolgere un ruolo cruciale nel mantenimento dei confini delle specie. Se ciascuna specie di polpo rilascia una firma ormonale unica, i maschi risponderanno solo alle femmine della loro stessa specie. Questo meccanismo potrebbe anche guidare la speciazione, poiché sottili cambiamenti nei profili ormonali portano all’isolamento riproduttivo.
Come sottolinea la zoologa Anna Di Cosmo, “I confini delle specie sono modellati non solo dai geni portati dagli organismi, ma dai sistemi molecolari che determinano il modo in cui gli organismi si percepiscono l’un l’altro”.
I risultati dello studio suggeriscono che l’evoluzione non riguarda solo i geni, ma riguarda il modo in cui gli organismi si percepiscono chimicamente. Sebbene siano necessarie ulteriori ricerche per confermare se questa strategia di accoppiamento sia universale per tutti i polpi, questa scoperta segna un passo importante verso la comprensione dell’intricato mondo sensoriale di questi invertebrati intelligenti.
La ricerca rappresenta una bellissima convergenza tra osservazione comportamentale e analisi molecolare, dimostrando che anche nelle profondità dell’oceano, la riproduzione è guidata dal potere della chimica.

















