Catalogo stellare antico decodificato con la tecnologia dell’acceleratore di particelle

19

Per millenni, il lavoro di Ipparco, uno degli astronomi più influenti della storia, è rimasto parzialmente perduto nel tempo. Il suo catalogo stellare dettagliato, fondamentale per comprendere l’evoluzione dell’osservazione scientifica, è sopravvissuto solo in forma frammentata, nascosto sotto strati di testo sovrascritto in un manoscritto medievale noto come Codex Climaci Rescriptus. Ora, i ricercatori che utilizzano la tecnologia all’avanguardia dell’acceleratore di particelle hanno raggiunto una svolta, rivelando parti precedentemente illeggibili di questo antico documento.

La sfida dei palinsesti

Il Codex Climaci Rescriptus è un palinsesto, un manoscritto in cui la scrittura originale è stata cancellata e sostituita con un nuovo testo per conservare la costosa pergamena. Questa pratica, comune nel corso della storia, crea un ostacolo unico per gli studiosi moderni. Sebbene i metodi tradizionali come i trattamenti chimici e le diverse fonti di luce siano stati impiegati per secoli, spesso non riescono a ripristinare completamente il testo sottostante. Le moderne tecniche di imaging, comprese quelle che sfruttano la radiazione di sincrotrone, offrono la visione più dettagliata finora.

Come la fisica delle particelle sblocca il passato

I ricercatori dello SLAC National Accelerator Laboratory di Menlo Park, in California, hanno utilizzato un sincrotrone, un tipo di acceleratore di particelle, per penetrare negli strati del manoscritto. Accelerando le particelle cariche a una velocità prossima alla luce e facendole circolare in un campo magnetico, hanno generato intensi fasci di luce a raggi X. Questi raggi interagiscono in modo diverso con le diverse composizioni dell’inchiostro: gli inchiostri più nuovi contengono più ferro, mentre gli inchiostri più vecchi dell’era di Ipparco lasciano residui ricchi di calcio. Le immagini a raggi X hanno evidenziato queste differenze chimiche, consentendo agli scienziati di differenziare e decodificare il testo cancellato.

L’eredità di Ipparco e la ricerca in corso

I primi risultati, scoperti nel 2021, hanno confermato la presenza di nomi e misurazioni di costellazioni attribuibili a Ipparco. La recente analisi del sincrotrone promette di sbloccare ancora di più le sue osservazioni. Sebbene il commento di Ipparco e una mappa stellare raffigurata sull’Atlante Farnese abbiano già fornito spunti sul suo lavoro, questo materiale appena recuperato potrebbe colmare le lacune critiche nella nostra comprensione.

Gli esperti ritengono che l’analisi completa del Codex Climaci Rescriptus offrirà la raccolta più completa di dati di Ipparco fino ad oggi. Questa scoperta potrebbe anche risolvere dibattiti di lunga data sull’originalità di astronomi successivi come Tolomeo, rivelando potenzialmente se il loro lavoro si basasse o compilasse direttamente le precedenti scoperte di Ipparco.

“La grande promessa di questa idea SLAC è che, da un’altra pagina di quel palinsesto, potresti essere in grado di recuperare quantità sostanziali di testo [precedentemente sconosciuto].” – Bradley Schaefer, storico dell’astronomia alla Louisiana State University

Il recupero del catalogo stellare perduto di Ipparco sottolinea il potere della ricerca interdisciplinare, che combina la ricerca classica con la fisica avanzata, per illuminare le basi della scienza moderna.

Попередня статтяGli orsi polari delle Svalbard mostrano una resilienza inaspettata ai cambiamenti climatici
Наступна статтяPerché il telescopio spaziale Hubble rimane indispensabile